
Roma → Austria
Vi sono oggetti che sembrano attendere pazientemente il momento in cui qualcuno decide di ascoltarli.
Questo piccolo fauno era uno di essi.
Lo acquistai a Roma, quasi dimenticato dal tempo e profondamente segnato dalle sue ferite. I due flauti che un tempo ne accompagnavano il canto erano andati perduti e vaste porzioni del corpo presentavano importanti lacune che ne interrompevano l’armonia delle forme. Osservandolo per la prima volta fu difficile immaginarne l’antica eleganza. Eppure, sotto le ferite lasciate dal tempo, era ancora possibile cogliere la leggerezza del suo sorriso e la grazia della sua postura.

Nell’antichità il fauno rappresentava il legame tra l’uomo e la natura, la gioia della musica e la libertà dello spirito. Privato dei suoi flauti, sembrava aver perduto la propria voce.
Il restauro è iniziato proprio da lì.
Dopo un attento studio delle proporzioni originali, i due flauti sono stati interamente riprodotti per restituire all’opera uno degli elementi più significativi della sua identità.

Solo successivamente si è proceduto al delicato intervento di reintegrazione cromatica delle lacune, realizzato mediante l’utilizzo di ossidi naturali, scelti per la loro capacità di dialogare armoniosamente con la materia originale senza alterarne l’autenticità.
Ogni intervento è stato guidato dal principio che anima Antiquariars: il restauro non deve cancellare il trascorrere del tempo, ma permettere all’oggetto di continuare a raccontare la propria storia.

Oggi questo fauno ha intrapreso un nuovo viaggio.
Ha lasciato Roma per raggiungere l’Austria, dove ha trovato una nuova casa e un nuovo custode. Mi piace immaginare che il suo silenzio abbia finalmente lasciato il posto alla musica che per tanto tempo aveva smesso di raccontare.
Perché alcuni oggetti non vengono semplicemente restaurati. Tornano, semplicemente, a cantare.


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